Un nostro lettore ci ha segnalato un gruppo molto particolare su facebook: Comitato per la difesa della Santa Inquisizione.
Premettendo che è aberrante continuare a chiamare “santa” un’istituzione malvagia quale fu (e forse è!) l’inquisizione, sfogliando le pagine di questo gruppo salta all’occhio l’estremismo e l’ignoranza di chi scrive su quella pagina. L’estremismo sta nello scrivere che lo scopo del gruppo sia “la riabilitazione storica e spirituale dell'opera dell'Inquisizione. Contro la deriva paganeggiante atea e materialista che imperversa in Europa, in Occidente e nel mondo”.
Nello stesso modo maligno e disumano in cui l’inquisizione ammazzava innocenti –per denaro o per superstizione-, questi estremisti cattolici vorrebbero limitare la libertà di pensiero di chi la pensa in maniera differente da loro con i mezzi dell’inquisizione, poiché ottimi a sottomettere con la violenza e a ripristinare lo status quo della religione.
L’ignoranza sta nel fatto di non conoscere la vera storia dell’inquisizione e di falsare qualche scadente nozione storica in merito per giustificare la barbarie che fu questo Offizio, barbarie tipica del cattolicesimo e che, con altri metodi ben più subdoli, la chiesa continua a propugnare. Ad esempio, si giustificano i falsi processi dell’inquisizione (specialmente nel regno delle due Sicilie), le metodologie di tortura per estorcere false confessioni per ottusa superstizione o vile interesse economico (infatti, anche coloro che venivano scagionati –ed erano assai pochi- venivano privati dei loro beni), la spoliazione dell’umana dignità che gli inquisitori promuovevano al fine di imporre una fede (nel migliore dei casi, sic!) o con fini politici.
Con tutti i documenti storici che ci sono oggi, continuare a riabilitare l’Inquisizione è un atto violento, che grida vendetta davanti alla Storia. Solo persone che vivono in un autismo più totale possono fondare e promuovere un gruppo simile o dire quello che dice il sovrano dello stato vaticano, quando ancora non era vestito di bianco, ma solo di rosso, rosso come la vergogna che dovrebbe provare nell’udire di nuovo queste sue frasi:
"L'inquisizione fu un PROGRESSO perché da lì in poi nessuno poté essere condannato senza inquisitio, senza un'inchiesta. Anche all'epoca, insomma, era presente il concetto di giustizia". (J. Ratzinger)
Vi invitiamo a rileggere questo articolo. Ratzinger: l'Inquisizione fu un progresso.
Ricordiamo, inoltre, che quel gruppo di facebook è un gruppo chiuso non aperto al dialogo, per la serie se la cantano e se la suonano, in perfetto stile cattolico. Riportiamo la segnalazione del nostro lettore:
Ciao sono Marco.
Praticamente un ragazzo ha lasciato un messaggio in bacheca scrivendo che sperava che il fondatore stesse scherzando... da lì ci sono stati vari scambi di messaggi tra lui e il fondatore del gruppo, in cui quest'ultimo ha detto cose del tipo"affermare che l'Inquisizione fosse "feroce" non corrisponde a verità" o "In primo luogo la tortura era ammessa in ogni ordinamento giuridico dell'epoca e questo almeno fino al 1700. La sua applicazione da parte di tribunali inquisitoriali (perché bisogna anche specificare di quale, delle tante InquisizionI si stia parlando) concedeva molte più garanzie all'imputato di quante ne concedessero i tribunali secolari. La tortura era ammessa solo come "extrema ratio" e solo secondo canoni ben precisi previsti dalla procedura inquisitoriale. Per esempio non si poteva far scorrere sangue (Ecclesia abhorret a sanguine), né mutilare, né era permessa la morte dell'imputato. Dulcis in fundo, la confessione ottenuta sotto tortura molto spesso non era ritenuta valida." A questo scambio di messaggi mi sono intromesso io, dicendo ( più o meno):
"Com'è possibile ritenere che l'Inquisizione non sia stata feroce, visto che ha lasciato alle spalle numerosi morti? e sopratutto com'era possibile dire che il tribunale dell'inquisizione fosse più garantisca rispetto ad altri tribunali esistenti all'epoca, visto che veniva ucciso chiunque facesse qualcosa contraria alla legge cristiana? e poi affermare giustificare la tortura solo perché era ammessa all'epoca in ogni ordinamento giuridico significherebbe anche dire che Hitler non ha fatto alcun male, facendo leggi di sterminio degli ebrei. Inoltre consiglio al fondatore del gruppo di leggersi "il sangue degli innocenti" di julia navarro, dove in una parte del libro viene descritta bene come venivano eseguiti i processi e le pene della santa inquisizione" Questo è più o meno quello che ho scritto. Dopo neanche un'ora entro nel gruppo (nel frattempo mi ero già cancellato) per vedere se mi avevano risposto, e invece il mio messaggio era sparito.
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17 commenti:
Si si l'inquisizione fu un porgresso, una cosa buona, cicciolina è vergine e ratzinger è etero...
Non perdete tempo a discutere cogli apologeti della Santa Inquisizione, coi fanatici esaltatori del Medioevo. Io li classifico in due categorie:
1) i convinti del si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio; in latino, ''laudatores temporis acti'', nostalgici di un bel tempo che fu. Sono i più beceri, i più rozzi: affezionati ad ogni forma di fascismo e autoritarismo, sia essa l'Inquisizione o il Mussolini nostrano. Per fortuna son pochini: bisogna essere seriamente disadattati per abbandonarsi al dolce ricordo degli strumenti di tortura o dei manganelli delle camicie nere. Da questi non occorre difendersi: sono intellettualmente irrilevanti. Rispondere alle loro provocazioni può essere anche divertente, ma è una sostanziale perdita di tempo. Non si ragiona con le bestie.
2) Poi ci sono i revisionisti, gli affabulatori, gli artigiani della storia. Più intelligenti, più raffinati, più progrediti. Ergo più pericolosi. Da duemila anni si allenano a correggere gli errori della chiesa. Se possono, li cancellano, o almeno li insabbiano. I più sfacciati riescono perfino a giustificarli, anzi a elogiarli. E’ il caso di Ratzinger, l’Inquisizione-fu-un-progresso. E lo fanno anche bene, è questo il dramma. La loro abilità dialettica è sopraffine, la loro retorica munitissima, la loro erudizione sconfinata. Occorre davvero tanta capacità critica per non lasciarsi stregare dal piffero delle loro suasorie.
Ricordo che tempo fa si parlò di inquisizione a Enigma, il programma di Corrado Augias: un prelato (non ricordo né il nome né il grado) arrivò ad affermare che l’Inquisizione, sebbene brutale (notate l’incidentale con funzione di captatio benevolentiae), è storicamente giustificabile. E’ facile- prosegue il tizio di nero vestito- giudicare l’operato della Chiesa attraverso il filtro della nostra sensibilità moderna. Facile ma a-storico. La Chiesa- sentenzia ancora- cercava davvero di arginare il male sociale, il degrado, la corruzione. In un tempo in cui si era davvero convinti dell’esistenza del demonio, le calamità venivano tutte ricondotte alla sua influenza. Ergo, se la Chiesa esercitava il male (per esempio quello fisico), lo faceva a fin di bene. Era un modo di esercitare la giustizia, anzi la carità. Se ti appendevano alla corda o ti segavano in due,insomma, lo facevano per te, per salvarti l’anima. Un paradosso ignobile, per un moderno. Una realtà effettuale, per gli antichi.
Ricordo che ci mise tanta di quella passione, il prete, tanta di quella partecipazione nell’effusione di questi ragionamenti che mi fermai un attimo a pensare: però, forse ha ragione. Tutto sommato, le intenzioni erano buone, quasi nobili. Non era colpa loro in fin dei conti. Credevano davvero al diavolo, e lo combattevano con ogni mezzo. La loro barbarie era solo figlia dell’ignoranza del secolo. Loro non c’entrano. Non direttamente almeno. Fortuna che poi intervenne la professoressa Emma Fattorini a spezzare l’incantesimo storicista dello stregone. E solo allora ricominciai a ragionare.
Il giustificazionismo è un errore fatale, un crimine intellettuale. Una cosa è contestualizzare, calarsi nella forma mentis di un dato periodo storico. Un’altra è deresponsabilizzare l’uomo o una collettività di uomini, annullarne la volontà per imputare tutto a una forza trascendente. La teoria positivista dell’uomo come animale ‘’determinato’’, cioè ineluttabilmente condizionato da fattori esterni (cultura o subcultura, religione o superstizione), conduce all’annientamento delle coscienze individuali, alla distruzione della categoria individuo. All’omicidio teorico della capacità critica.
Il loro ragionamento infatti funziona così: la Chiesa non ha colpa, perché era ‘’determinata’’ dalla superstizione, male del secolo. Che sarebbe come dire: i nazisti non hanno colpa, perché condizionati dal nazionalismo, eredità dell’ottocento. Ma chi, corrotto dalla superstizione, inventò la vergine di ferro, la pera orale, la corda? Chi, posseduto dal furor nazionalistico, creò le leggi razziali, i campi di concentramento? E’ stata la Chiesa, i cristiani. Sono stati i nazisti. Del movente, cioè la superstizione e o il nazionalismo, è giusto prendere atto, studiarne le origini, capirne gli sviluppi. E’ il compito degli storici. Questo non significa dimenticare i criminali, discolparli. Entrare troppo in empatia con le ragioni del carnefice, cercare di comprenderne appieno le intenzioni, porta a partecipare dei suoi delitti, porta ad assolverlo. E questo ci rende conniventi, ci rende colpevoli. Anche a distanza di secoli, o di millenni, il sentimento critico anzi di condanna non può affievolirsi. L’accademismo di per sé è freddo, a-emozionale. In questi casi, invece, occorre essere arrabbiati, fa bene essere arrabbiati. Per non dimenticare gli errori, per imparare dagli errori. Per mantenere sempre vivo ed efficiente il tribunale della storia.
Il gruppo non è "chiuso al dialogo", bensì rigetta gli ignoranti. Ed è una cosa un po' diversa. Chi si lamenta del commento cancellato non ha avuto il buon gusto di specificare che nel testo lasciato spiccava un "c'è ne". Ringraziandolo dunque per i consigli letterari, è mia premura ricambiare il favore: basta un qualunque libro di grammatica e sintassi per la scuola media.
Infine, ricordo all'estensore dell'articolo che non è necessario snocciolare i titoli accademici del sottoscritto, visto che ho lasciato una corposa bibliografia all'interno del gruppo stesso. Pertanto, rimando le accuse di "ignoranza" al mittente, a meno quest'ultimo non ritenga che "Il libro nero della Chiesa" o "Il libro che la tua Chiesa non ti farebbe mai leggere", siano pubblicazioni di livello accademico. Addio.
Prendiamo atto del commento che il fondatore del gruppo, nella sua chiusura mentale, ha voluto lasciare. Non pubblicare il commento di quella persona per un errore di grammatica ci sembra una scusante becera quanto stupida. D'altronde non ci si poteva aspettare altro da certa gente.
Per L'amministratore:credo non ci vogliono dei titoli accademici per capire che cercare di rivalutare le pratiche di tortura sia un operazione assolutamente pericolosa e scorretta. Non esistono, infatti, attenuanti per quello che la santa (?) inquisizione ha fatto. Anche un solo uomo torturato per vari motivi (travestiti da dogmi più o meno significativi) è un fatto GRAVISSIMO, quindi non è un’attenuante che il santo uffizio lo faceva solo in casi estremi, anche perché non è così. A chi pensa che sia possibile che in virtù dei propri titoli accademici (che oggi in Italia vengono dati a cani e porci) dico che affermare che si dovrebbe rivalutare una tale barbarie equivale a non avere la più pallida idea di cosa sia il valore della vita umana e del rispetto, valore che questa stessa gente sbandiera a destra e manca. Credo solo in una cosa che voi siete gente sconnessa dalla realtà che vi circonda, in modo assolutamente agghiacciante ed aberrante! Penso siate soltanto lo scarto del pensiero razionale umano. Mi auguro che ben presto la gente come voi sia solo un brutto ricordo della nostra epoca.
Forse non mi sono spiegato bene: a parte l'errore/orrore grammaticale, il commento suddetto era la fiera della banalità, tra Hitler e un ROMANZO - perché, ebbene sì, quello della Navarro è un romanzo - storico SULLA Inquisizione. A me non interessa che esistano delle opinioni differenti sui FATTI, ma piuttosto che certi fatti vengano interpretati secondo nozioni parascientifiche e/o al di fuori del contesto che più si addice loro: quello storiografico. E men che meno mi interessa discutere con degli atei, perché non ne accetto le premesse ideali, piene - le loro sì - di odio. "Qualche" libro sull'Inquisizione l'ho letto, e non mi serve né un romanzo né un documentario come Zeitgeist per capire che da una parte c'è chi fa STORIA - qualunque sia la sua ideologia - e chi, dall'altra, opina senza sapere minimamente di cosa stia parlando.
E "nemici" come prima.
Ai nostri affezionati lettori non sfuggirà di certo dove risiede l'astio e soprattutto l'arroganza. Proviamo grande pena per queste persone e auguriamo loro di poter ritrovare il lume della verità e di potere sgomberare la loro mente assonnata dalle nebbie della superstizione e della tracotanza. Spacciare per storia la loro sterile difesa dell'inquisizione è solo una bestemmia della storia, che brama verità. Questi poveri mistificatori della verità devono suscitare pietà in ognuno di noi, poiché fra qualche tempo (come loro solito) chiederanno perdono per le porcate che pensano, scrivono e dicono.
Un'ultima precisazione: sottolineiamo che non è vero che non vengano pubblicati solo i commenti scritti male, ma la maggior parte di quelli ai quali sono incapaci di rispondere e sono arrivate numerosissime segnalazioni.
E' davvero divertente assistere al gioco di ruoli che il Professore sta recitando: da una parte c'è Lui, coi suoi titoli accademici, le sue Sacre Scritture cioè i suoi manuali universitari. Roba difficile eh, roba seria, da eruditi. Insomma l'alta cultura, la Verità, il Verbum. Poi ci sono gli atei, che al massimo hanno il diploma, che starnazzano di gossip mediatico pseudo-intellettuale, come Zeitgeist o il libro-che-la-tua-chiesa-non-ti-farebbe-mai-leggere o romanzi di scrittori dilettanti. Libri facili per menti facili, è chiaro, roba da ''plebecula''.
''Da una parte c'è chi fa STORIA - qualunque sia la sua ideologia - e chi, dall'altra, opina senza sapere minimamente di cosa stia parlando''.
Cioè, Lui parla e pensa ''per assistentiam divinam'', un po' come San Girolamo; gli altri opinano, cazzeggiano, perchè dicono la propria.
E' sorprendente (e sconsolante) notare il permanere di un radicato atteggiamento parmenideo : da una parte c'è l' ''epistème'', la scienza pura, a cui hanno accesso solo i filosofi guidati dalle ''divine figlie del Sole'', cioè sotto concessione degli dèi. Dall'altra la ''dòxa'', l'opinione che inganna, in cui si dimenano i poveracci e gli ignoranti.
Evidentemente c'è ancora gente che sente il bisogno di recitare lo ''sperne vulgus'' oraziano a mo' di mantra: io-ho-studiato-più-di-te-ergo-valgo-più-di-te. Chissà quali insicurezze si nascondono dietro.
Ah Eraclito! Scendi dal pulpito! L'elitarismo intellettuale è finito con l'illuminismo! Qui il latinorum lo capiamo tutti, non ci sono Renzo e Lucia, non abbiamo bisogno ''di rimetterci a chi le cose le sa''.
Per conto mio, se dovessi scegliere fra un erudito plurilaureato accademico dei lincei nostalgico dell'Inquisizione e mio nonno che ha la terza elementare e ha fatto la resistenza, non credo che avrei dubbi. E' sconsolante notare come nemmeno la cultura rende migliori. Nelle mani sbagliate, anzi nelle menti sbagliate, diventa un'arma pericolosa. E questo è sotto i nostri occhi.
Sante parole Nephilim, ma è inutile parlare molto con queste persone. Sono talmente arroccate nelle loro fallaci e mendaci posizioni tanto da non intravedere la verità storica neanche se l'avessero davanti personificata.
Hai ragione ateamente, purtroppo.
Per dirla con Boccaccio:
'' il quistionar con parole potrebbe distendersi troppo, tu diresti e io direi, e alla fine niente monterebbe'' :)
Caro amministratore per il comitato per la difesa della Santa Inquisizione
sono Marco, la persona che ha lasciato il commento nella vostra bacheca su facebook e che voi avete cancellato. Purtroppo errori grammaticali ne facciamo un pò tutti, siamo esseri umani e possiamo sbagliare ;) grazie comunque per i ocnsigli riguardo i libri di grammatica delle scuole medie.... io ti consiglio invece un bel libro di storia, così almeno ti studi bene di quali orrori si macchiò la chiesa a quei tempi, "nel nome di Dio". Il mio riferimento a Hitler era solo un paragone (impara a leggere), che ora rispiego: voi avete detto che dopotutto le torture ai quei tempi erano legali in tutti gli ordinamenti giuridici, e allora anche l'opera di Hitler (massacrare gli ebrei) all'epoca era "legale"... questo per dire che anche se a quei tempi massacrare e torturare la gente era legale, ciò non toglie che la chiesa si è macchiata di orrendi crimini. hai capito o devo farti uno schemino? ;) riguardo alla mia citazione del libro della Navarro, è un romanzo, ma da una chiara idea sugli orrori delle persecuzioni della Chiesa, che di certo la scrittrice non si è inventata.
Se ho fatto altri errori grammaticali correggimi pure :D ma quanto a fatti storici ho meno fumi negli occhi di te, nonostante i tuoi numerevoli titoli accademici
a Marco:
visto che il Professore si può permettere di elargire lezioni di linguistica italiana agli utenti facebook, nonchè rifiutare di rispondere o addirittura cancellare i commenti empiamente inquinati da errori di sintassi o ortografia, conveniamo che di libri di grammatica ne abbia letti parecchi. Di libri sull'inquisizione forse un po' meno.
Dunque ci permettiamo di consigliarli qualche titolo. Magari per cominciare,''Breve storia dell'Inquisizione Spagnola'' di Joseph Pèrez (professore universitario, non sciacqualattughe dilettante) e l'ipernoto testo di uno dei maggiori studiosi di Inquisizione, ovvero il normalista Adriano Prosperi: ''Tribunali della coscienza''.
La bibliografia sull'Inquisizione ovviamente è sterminata. Ma per iniziare questi testi vanno molto bene.
Mah... che dire sull'accademico apologa dell'inquisizione...
Ha anche studiato, questo è indiscutibile. Avrà anche ragionato un po' ? Questo è discutibile.
Egli asserisce che non sia possibile considerare l'opera dell'inquisizione avulsa dal suo contesto, cercando di argomentare così sulla presunta bontà dell'operato della stessa. E quindi indica come scellerata l'operazione di giudicare il tutto con i parametri della morale moderna (erano altri tempi, altri costumi).
Prendiamolo per buono, non siamo così prevenuti.
Nella presentazione del suo gruppo indica che la mission del comitato è la 'riabilitazione' della inquisizione, per contrapporsi al 'paganesimo', al 'materialismo e via discorrendo, imperanti nel mondo.
Nobile Missione. Però io ci vedo un'incongruenza di fondo che fa vacillare il castello.
Usare parametri di morale moderna per giudicare l'inquisizione è un'operazione 'scellerata' a detta sua. Però rivalutare la 'santa' inquisizione per controbattere la secolarizzazione o quant'altro sembra andare bene. Come, il moderno per giudicare l'antico assolutamente no, ma l'antico per giudicare il moderno si ? Anche perché, secondo me, il paragone tra vari modelli, anche distanti nel tempo, si è spesso fatta, senza che sia morto nessuno. Per il Nostro, invece, le cose vanno solo in un senso. Non credo sia mai stato un grande maestro di logica...
Alla mia domanda, mi sono preso un bel ban...
Finite le cartucce dottrinal-nozionistiche ?
D'altro canto, sostenere una posizione così impopolare non è facile, ha tutta la mia solidarietà. Un po' come gli autoflagellanti o chi portava il cilicio. Certo, non ha la mia comprensione. Almeno fino a che non si spiega.
Ma sembra non ritenermi all'altezza, pur non avendo riscontrato errori grammaticali... o si ?
Perché se fosse, correrei subito a spolverare la mia grammatica... guai !
Vorrei ancora una volta rispondere al professor amministratore. La posizione ideologica di un ateo non è faziosa e piena di risentimento, perché essere ateo è il risultato di un percorso basato sul ragionamento e sulla razionalità. Mentre invece essere religioso è il risultato dei dogmi inculcati nelle nostre menti sin da bambini, dogmi che fanno perno sul sentimento e sulla promessa di un aldilà, se facciamo i "bravi bambini". Per questo motivo nella posizione di un ateo non può esservi odio, ma soltanto un atteggiamento critico a quella che è stata la storia della chiesa, che ha condizionato e continua (ahi noi) a condizionare la vita di tante persone, che poco vorrebbero averci a che fare. Che la santa inquisizione (storiografia o no, laurea o no, che sottolineo non dà più autorevolezza a chi la sbandiera) abbia torturato e ucciso delle persone è un fatto innegabile!quindi non è possibile pensare di riabilitarla perché ha fatto delle cose indicibili, se poi le ha fatte a poche persone o a tante, la gravità non cambia. La verità è che forti delle vostre idee personali, basate sul sentimentalismo religioso di cui siete portatori, non avete uno sguardo obbiettivo della storia. Perché possiamo farci tutti i "ricamini"che vogliamo, ma in realtà la chiesa è stata una sadica assassina con le persone perseguitate, torturate e uccise per motivi futili. In ogni caso proprio perché non odio, sono contro la pena di morte o tortura anche per gli assassini perché penso che una società civile non possa accettare un’idea simile, voi che siete portatori di un messaggio di amore invece cercate di riabilitare una banda di delinquenti assassini e torturatori, solo perché vi fa comodo pensare che al vostro amico immaginario la cosa possa fare piacere. Bhe se lui dovesse esistere e dovesse essere così sanguinario, allora sarò sempre orgoglioso di non essere parte del suo gregge.
Provo orrore e vergogna per certe tesi false, infondate, assurde e meschine.
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