“In tempi men leggiadri e più feroci, i ladri si appendevano alle croci.
In questi tempi men feroci e più leggiadri, le croci si appendono ai ladri.”

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martedì 3 novembre 2009

I.N.R.I. cerca casa? La Corte Europea dei diritti dell’uomo dice che non può stare attaccato al muro.

n61518414192_6774 Secondo Mariastella Gelmini, 'La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d'Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi'. Partendo da queste motivazione, il governo italiano ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte Europea dei diritti umani che dà ragione a una madre, che chiedeva la rimozione dei crocefissi dalle aule scolastiche.

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha disposto che i crocifissi in classe non vengano più esposti poiché possono ledere la sensibilità di chi crede in un’altra religione o di chi non crede e limitano il diritto di educazione dei genitori.

Nelle scuole private, i cattolici possono esporre tutti i crocefissi che vogliono, ne possono inchiodare uno per ogni banco se lo ritengono opportuno, ma è una violenza esporlo in maniera coatta nei luoghi pubblici e nelle scuole con la scusa “ma è la nostra tradizione”.

Alle sortite fantasiose della Gelmini siamo abituati, ma questa ha del sorprendente. Il ministro Gelmini evidentemente dimentica di non aver giurato sulla bibbia tanto meno sul vangelo, ma sulla costituzione! E nella nostra costituzione repubblicana non c’è scritto che siamo una repubblica cattolica, bensì LAICA. Essere laici significa anche questo, anteporre i principi della libertà prima di tutto. Ovviamente è difficile quando ci si trova a che fare con una religione che è adusa alla violenza e all’imposizione.

A chi dice che i musulmani si devono adeguare ai nostri costumi vogliamo ricordare che il crocefisso non dà fastidio ai musulmani solamente, ma anche a tanti atei o aderenti ad altre religioni. E comunque anche i musulmani italiani hanno i medesimi diritti degli italiani cattolici, o forse questi ultimi valgono di più?

A chi dice che nei Paesi islamici non si potrebbe chiedere una cosa simile, ricordiamo che quelli sono stati confessionali e teocratici e la differenza tra la nostra repubblica e queste nazioni è proprio questa: noi siamo laici.

Non speravamo in un atto d’orgoglio del governo italiano, sappiamo già quanto sia asservito al Vaticano (che al momento tace ed è grave, significa che stanno preparando qualcuno dei loro loschi affari). L’ennesima dimostrazione della mancanza di laicità in Italia.

Possiamo dire che, secondo La Corte Europea dei diritti dell’uomo, I.N.R.I. si può attaccare, sul muro non ci può stare.


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6 commenti:

osvalsiani ha detto...

Nessun commento...solo....compatimento

AteaMente ha detto...

Ma se non volevi lasciare alcun commento perché lo hai fatto? Anche noi ti compatiamo, tanto.

Anonimo ha detto...

piuttosto la gelmini perchè non rivede il concetto di insegnamento della materia religione????
a scuola andrebbero insegnate le religioni ed in questo secolo più che mai LE RELIGIONI.
Io ricordo che quell'ora era dedita al cazzeggio, alle sigarette, a fare altri compiti, al massimo (alle medie) a recitare qualche bella preghierina, come quelle che ti insegnano in chiesa.
anche qui stendiamo un velo pietoso?
mai che ti dicano che le preghiere vanno recitate, sentite, ascoltate, col cuore, con la voce che affiora alle nostre labbra partendo dal più profondo di noi.
NO!!!! le si recitavano come le stupide poesiole con mille inutili e noiose rime baciate,... che orrore e che ridicolaggine. questa è la religione?
tornando ai corcifissi. LEVATELI! siamo legati ai simboli?? mi va di esagerare: mettiamo pure falce e martello o una bella svastica!!!
g.

Daniela ha detto...

Siamo uno stato laico: togliamo quindi la croce dalle aule. E va bene. Però dovremmo togliere anche l'ora di religione. La Gelmini vuole il maestro unico, che insegni tutte le materie (che si sono moltiplicate oggi rispetto a quando andavo a scuola io o ci andava la Gelmini: non credo abbia mai studiato alle elementari informatica, laboratorio espressivo od abbia mai usato un computer a sette anni come fanno i miei figli) a parità di orario e di preparazione, dovrebbe fare tutto ciò che facevano fino all'anno scorso quattro insegnanti - di matematica, di inglese, di italiano e di religione - con l'ausilio, in alcune giornate, di una maestra di sostegno. Bene. Da quest'anno, grazie alla Gelmini, niente più insegnante di inglese. L'inglese viene fatto da una delle altre due insegnanti (sempreché questa abbia l'abilitazione ad insegnare inglese) se no, la classe viene smistata in altre classi? Se no, si improvvisa? Eppure l'ora di religione non viene toccata e l'insegnante della materia viene regolarmente pagata, anche se, spessissimo, non c'è, vuoi perché sta male, vuoi perché... non so, fatto sta che in tre mesi avrà fatto si e no due o tre ore. Non che mi importi, ma perché non viene sacrificata l'insegnante di religione invece che qulla di inglese? In uno stato laico, in una scuola pubblica, statale e laica, non dovrebbe essere la logica conclusione?

Fulvio ha detto...

secondo la CEI (fonte ANSA) il crocifisso ha un molteplice significato, infatti, non è solo un simbolo religioso ma anche culturale. Questa sentenza (secondo la CEI) è miope perché non tiene conto del fatto che l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici permette di riconoscere il cattolicesimo come parte del patrimonio culturale italiano (concordato del 1984). Vorrei ricordare ai signori della CEI che nel concordato c'è anche scritto che la chiesa non deve occuparsi della politica italiana. Ma loro non rispettano mai questo punto, quando per esempio, come nel caso della fecondazione assistita, della legge per il fine vita e delle elezioni, dal loro pulpito non fanno altro che dire come votare o peggio per chi votare. Cosa ancora più grave quando invitano all'astenzionismo dal referendum (vedi caso della fecondazione assistita). Tutto questo sarebbe già sufficiente per scioglierlo questo concordato. Inoltre nei patti lateranensi c'è scritto che oltre al crocifisso deve anche essere esposto il simbolo dello stato (oggi sarebbe la foto del nostro capo dello stato), cosa che, ancora una volta non viene rispettata. Direi che sia ora di abolire tutte ste scartoffie inutili, e smetterla con questi privilegi che la chiesa ha senza però che debba rispettare i conseguenti obblighi. Inoltre se si parla di patrimonio storico del popolo italiano, vorrei che oltre al crocifisso venisse esposto anche il simbolo della lotta al fascismo, il simbolo del rinascimento e di tutto quello che in passato è stato una peculiarità del nostro popolo. Vi rendete conto che non è possibile farlo! Si tratta soltato di un argomentazione povera e facilmente attaccabile, che però mai nessuno in questo paese pseudolaico attaccherà mai. Spero che l'Italia perda il ricorso e che almeno attraverso l'europa avremo un po più di democrazia anche in questo paese.

AteaMente ha detto...

La vigliaccata dei cattolici di sostenere TUTTI I SIMBOLI RELIGIOSI cozza con le loro idiote pretese di insegnare solo la religione cattolica. Dovrebbero mettersi d'accordo questi confusi e prepotenti signori, no?

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