di Margherita Hack
Oggi l’Europa, e l’Italia in particolare, è diventata multietnica e multireligiosa e perciò è giusto che nei luoghi pubblici non vi sia alcun simbolo religioso. Questo principio, che sembra ovvio, è già riconosciuto implicitamente dalla nostra Costituzione, con l’art.7 che recita: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani...” e l’art.8 che recita: ”Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge...”
Quindi tutti i seguaci di un culto, qualunque esso sia, hanno diritto a
professare, propagandare e insegnare la propria religione, esporre i propri simboli nei loro luoghi di culto, rispettando la laicità dello Stato, che rappresenta tutti i cittadini.
Le reazioni isteriche di chi interpreta questa sentenza della Corte europea come un’offesa a Cristo sono assurde. Cristo resta comunque uno dei più grandi personaggi dell’umanità, il primo socialista idealista difensore dei più poveri e diseredati, i cui insegnamenti restano validi, dopo venti secoli, per credenti e non credenti: “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco vada in paradiso “ e “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.
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3 commenti:
Timpanaro Salvatore
Si converta Signora Hack!
Pastore, vada ad inseguire le sue di pecore, che noi non si bela, si PARLA!
Quello che irrita è il modo in cui si impone di farlo. Sopratutto quando questa richiesta viene fatta da ospiti musulmani che a casa loro si guardano bene da permettere cose analoghe. Sono un ateo convinto e questo post lo faccio solo per evidenziare che la *reazione* isterica potrebeb anche nascere da una causa diversa.
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