“In tempi men leggiadri e più feroci, i ladri si appendevano alle croci.
In questi tempi men feroci e più leggiadri, le croci si appendono ai ladri.”

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sabato 7 novembre 2009

Pedofilia: Intrighi e scandali in Vaticano

Vogliamo consigliarvi un interessantissimo libro edito da Newton & Compton Editori e scritto da  Karen Liebreich:  “Intrighi e scandali in Vaticano. L'ordine cattolico decaduto” e parla dell’abitudine della Chiesa quando ha a che fare con i preti pedofili.

L'Ordine delle Scuole Pie fu abolito per volere papale nel 1646, senza un apparente motivo e quasi improvvisamente. Fino all'apertura dell'Archivio Segreto del Vaticano nel 1998 i documenti relativi alla questione non erano disponibili e l'evento rimaneva un mistero, tanto più che il fondatore dell'ordine, José de Calasanz, è stato nominato santo e patrono delle scuole cattoliche nel mondo. Attraverso la consultazione di documenti riservati si è scoperto che proprio tra le fila di coloro che erano preposti all'istruzione dei giovani vi furono casi di pedofilia, tacitati dalle alte sfere. Solo quando le proteste aumentarono e lo scandalo divenne pubblico, si ricorse, con la riservatezza necessaria a salvare la reputazione, all'abolizione.

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In questo libro, Karen Liebreich ripercorre la storia dell’ordine degli Scolopi, fondato da un sacerdote aragonese, Giuseppe Calasanzio, nel 1597. Successivamente, nel 1617, la Chiesa l'approvò come Congregazione e nel 1622 è stato riconosciuto dalla Chiesa come Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie.

 

Al Calasanzio si deve, quindi, la fondazione dell’ordine e di tutte le scuole gratuite destinate alla povera gente (ma non solo) in Italia e in tutta Europa. Lo spirito iniziale palesava un forte desiderio del fondatore affinché si potesse garantire un’istruzione di base gratuita a quelle persone che non avrebbero mai potuto apprendere in alcun modo nozioni basilari. Gli appartenenti all’ordine dovevano essere ben istruiti, di statura non bassa e dovevano vivere in povertà, castità e obbedienza.

Ben presto, però, l’ordine degli scolopi viene coinvolto in una serie di  scandali sessuali molto gravi. L’onta della pedofilia si abbatte sull’ordine. A questo punto, tornano alla memoria di qualunque lettore alcuni episodi della cronaca dei nostri giorni e il parallelo non può non saltare all’occhio. Così come fecero Wojtyla e Ratzinger, Calasanzio ignorò e cerco di insabbiare gli scandali di pedofilia, che videro coinvolti i suoi fratelli scolopi. A volte lo fece perché ricattato dalle famiglie nobili dei pedofili stessi, altre volte per non destare pubblico scandalo. Così, allo stesso modo di Giovanni Paolo II e dell’allora prefetto Ratzinger, si limitò a spostare e promuovere i pedofili, fino a offrire loro una promozione.

Karen Liebreich ripercorre così la storia di Calasanzio e  il progressivo  disfacimento dell’ordine degli scolopi, i ricatti e le calasanziovendette più subdole, che si susseguirono in quegli anni. Il novantunenne fondatore Calasanzio vedrà sciolto, infine, il suo ordine ma non per gli scandali di pedofilia, ma per pure beghe personali. Nel 1656, infatti, Innocenzo X sciolse l’ordine, ma non per le accuse di pedofilia, ma per una mera vendetta familiare, per compiacere alla cognata che, anni addietro, aveva subito uno sgarbo dal Calasanzio. Quindi, gli scolopi furono sciolti per vendette familiari e non come afferma qualcuno per mano dei gesuiti, che criticavano la povertà degli scolopi e il fatto che loro sottraessero alunni.
Solo alla morte di Innocenzo X l’ordine verrà riformato.

Ma il fatto più bizzarro (forse non tanto!) è che, nel 1767, Giuseppe Calazanzio verrà canonizzato e successivamente creato santo patrono di tutte le scuole popolari cristiane del mondo, nel 1948. E meno male! Ancora una volta la chiesa cattolica dimostra il suo vero spirito. Dichiarare santo un individuo come Calasanzio che, pur con i buoni propositi iniziali, protesse preti pedofili e ignorò il danno causato alle vittime.

Ratzinger e Wojtyla, quindi, hanno avuto un degno predecessore, che insegnasse loro come si trattano gli scandali dei preti pedofili con due parole d’ordine: ignorare, sminuire e insabbiare.


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